Armand LaRoche

Ebanista

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Bio:

Mi chiamo Armand Osvaldo LaRoche e sono nato il 22 aprile del 1887 a Montreal, nella regione del Quebeq. Mio padre, Philippe, è un immigrato francese proveniente dalla storica città di Orleans, comunemente associata alla leggendaria Jeanne d’Arc. Giunto a Montreal, Philippe ha lavorato per quasi quindici anni presso la bottega artigiana della famiglia Klinge, sulla Rue Saint-Denis, prima di ereditarla dal vecchio Johan, suo maestro. Attualmente lo stabile è conosciuto come “Venus du Bronze”, in onore dell’antistante, splendida statua in bronzo raffigurante una splendida Venere nuda, scolpita dall’artista olandese Joseph Mendes da Costa. Mia madre, la baronessa Virginia Amaranto-Gardini, appartiene ad una famiglia italiana tradizionalmente potente e altolocata, originaria della città piemontese di Alessandria. È una donna di grande classe e cultura e spesso in molti si chiedono cosa abbia trovato in un uomo umile come mio padre…ragionamenti tipici di chi ama sentirsi superiore ragionando con gli schemi del popolino più volgare e ignorante. Di fatto lei ha rinunciato al suo retaggio per lui, motivo per cui non può più fregiarsi del suo cognome nobiliare.
Tornando a me, posso affermare di aver avuto un’infanzia tranquilla e piuttosto serena. Dopo la nascita di mia sorella Evangeline, nel 1882, abbiamo però dovuto affrontare un intenso e complesso periodo di crisi, dovuto al terribile incendio divampato nella bottega. Per fortuna mia madre ha saputo dare il giusto supporto a mio padre; sfruttando uno dei suoi mille talenti, la fotografia, riuscì ad entrare al Montreal Gazette in qualità di reporter. Fu la prima donna a riuscirci in città…probabilmente in tutto il Canada. E per di più era anche straniera! Grazie al suo stipendio, comunque, mio padre riuscì a rimettere in piedi la baracca con più serenità.
Parlando di istruzione, ho completato il percorso accademico e professionale alla École Des Beaux-Arts della città, divenendo a tutti gli effetti un esperto nella scrittura miniata, collaborando con diversi restauratori appartenenti a famose biblioteche storiche del paese. Avrei potuto facilmente lavorare nel settore, dato che ben tre biblioteche del paese chiesero informazioni su di me…ma le condizioni di salute di mio padre non erano rassicuranti. I suoi polmoni cominciavano a non reggere più tanto bene. Decisi, dunque, di aiutarlo in bottega, soprattutto con le mansioni più stressanti dal punto di vista fisico. Lavorai al suo fianco per cinque anni, periodo utile a permettere anche ad Evangeline di terminare i suoi studi scientifici. Ebbi così modo di apprendere e raffinare la meravigliosa arte dell’intaglio su legno…provare la soddisfazione di manipolare a piacimento la materia nelle proprie mani è impagabile. Coltivo questa passione ancora oggi e nei ritagli di tempo cerco di tenermi allenato.
Nel 1905 ho aperto uno studio tutto mio, dove rifinire su commissione libri e manuali di scrittori affermati o emergenti, sempre rigorosamente approvati dalla casa editrice. Un lavoro che mi permette di avere a che fare con ciò che amo, una possibilità non concessa a molti. Purtroppo le circostanze non mi hanno permesso di accedere ad una istruzione superiore, ma sono felice che anche grazie al mio sostegno Evangeline sia riuscita a frequentare la Columbia University di New York, laureandosi in chimica con il massimo dei voti e diventando lei stessa una docente apprezzata, nonostante inizialmente il suo aspetto piacente e la giovane età creassero non poco imbarazzo. Non ci vediamo molto, ma teniamo una fitta corrispondenza e il nostro rapporto è saldo e armonioso. Sotto quest’aspetto, credo di essere capitato in una famiglia meravigliosa e di non poter chiedere di meglio.
Forse non sono stato altrettanto fortunato in amore…anche se Isabelle Mounier rimane una presenza più o meno assidua nella mia vita. Soprattutto quando si presenta in casa mia per chiedere aiuto. Quella donna mi farà morire, prima o poi…e non lo dico certo in senso figurato! Abbiamo avuto una breve, ma intensa relazione fra il 1907 e il 1908…in quel periodo non mi annoiavo di certo. Lei è bella, eccome se lo è…ha una vitalità incredibile ed è in grado di raggirare un uomo con due parole e uno sguardo dei suoi. Fra di noi non poteva funzionare, ma col tempo siamo diventati amici…un’amicizia strana, devo confessarlo, ma con persone eccentriche come Isabelle bisogna abbandonare i canoni della normalità. Ad ogni modo, lei è una scrittrice…non pubblica nulla in via ufficiale, sia chiaro, anche perché i suoi libri potrebbero costarle il carcere! Tuttavia nei canali ufficiosi…beh, diciamo che si è fatta un nome. Abile a raccogliere informazioni, è un’attenta osservatrice e la sua penna taglia come la lama di un rasoio…purtroppo capita spesso che il suo “lavoro” finisca per indispettire il bersaglio di turno, quasi sempre un politico o un industriale. In questo caso “indispettire” era certamente un eufemismo…ho visto molte pistole…

Armand LaRoche

Richiamo di Cthulhu khaine1984