Richiamo di Cthulhu

Una notte turbolenta

- incubi -

Martedì 20/01/1925

Notte tra lunedì 19 e martedì 20
È stata a dir poco una notte turbolenta! Siamo tornati ora a casa di Mel, dopo aver esserci intrufolati furtivamente nel negozio abbandonato, adiacente al locale di Silas. Non andiamo fieri per ciò che abbiamo fatto, ma era necessario per dare una svolta alle nostre indagini. Certo, Armand è rimasto abbastanza provato dall’esperienza e Frank, oltre al grande spavento di essere stato acciuffato da una sorta di creatura zombi, ha riportato numerose ferite, causate dal morso di quei mostri. Sono ancora abbastanza confusa, ma cercherò di dare un senso al mix di emozioni che sto provando in questo momento e ricapitolare ciò che ci è accaduto stanotte.

Per entrare in quel maledetto negozio abbiamo acquistato da un ferramenta tronchesi, piede di porco e attrezzi da scasso. Di notte, alle 01:15 circa io e Amand ci saremmo recati con un taxi nelle vicinanze del quartiere dei negri, mentre Frank e Mel ci avrebbero raggiunto poco dopo con la macchina per un’eventuale fuga, nel caso le cose si fossero messe male. L’oscurità ci permise di avvicinarci al locale senza particolari problemi e dopo svariati tentativi andati a vuoto di scassinare il lucchetto della catena che chiudeva la porta, Armand è riuscito a spezzarla e a farci entrare. Con l’aiuto della mia torcia abbiamo controllato ovunque, ma niente, nessun passaggio, il nulla più assoluto.

Ci stavamo per scoraggiare, ma poi abbiamo deciso di dare una controllata al negozio di Silas. Riuscii subito ad aprire la porta chiusa a chiave, ma appena entrati percepimmo tutti qualcosa di sinistro, una sensazione che fino a quando non fummo fuori non ci abbandonò mai. Forse eravamo solo suggestionati da tutte quelle maschere africane…sembravano guardarci e seguire ogni nostro movimento! Mel, smuovendo il tappeto vicino alla cassa, riuscì a scoprire una botola. Scendemmo lungo le scale. Le pareti e il soffitto erano decorati con strani pittogrammi di cui non siamo riusciti a capirne il significato. In fondo a destra trovammo una grande porta di legno, rinforzata con delle travi di ferro. Armand riusì ad aprirla con il piede di porco ed entrammo. La stanza era grande. Al centro, una grande pietra circolare legata ad un argano per sollevarla. Tanti tamburi africani e alle pareti lacci di varie dimensioni, forse usati per legare persone. In fondo una tendina. Armand l’aprì ed ebbe uno shock nel vedere quattro negroni, con le budella di fuori, venire verso la nostra direzione. Terrorizzati da quella visione scappammo verso le scale, il tempo necessario per capire che le creature non ci stavano seguendo. Tornammo giù e trovammo tutto come prima, come se non fosse accaduto nulla. Pensammo ad un’allucinazione e riprovammo nuovamente a tirare la tenda. Gli zombi erano ancora lì e si mossero immediatamente verso la nostra direzione. Pensammo che probabilmente non potevano uscire da questa stanza per via di qualche stregoneria. Armand e Frank provarono con la forza ad afferrarne uno, ma Frank mancò la presa e venne acciuffato e morso da uno degli energumeni. Iniziò una colluttazione, ma scoprimmo presto che le pallottole non sembravano causargli alcun danno. Dopo vari tentativi di liberare il nostro amico, Frank risucì a divincolarsi dalla presa e fuggimmo lungo le scale.

Armand ebbe l’idea di rubare l’incasso della giornata per simulare un furto e, grazie alle sue abilità da ebanista, intagliò il simbolo della lingua scarlatta sul bancone di legno. Mel rubò qualche cianfrusaglia e mise sottosopra parte del negozio per camuffare le acque. Ci allontanammo con tranquillità per dare meno nell’occhio e non appena fummo al sicuro in macchina, soccorsi alla meglio Frank che sanguinava e ci recammo a casa di Mel.

Ora sono quasi le 05:00 del mattino. Siamo provati e shoccati da ciò che abbiamo visto. Probabilmente dovremmo cercare di riposare, ma sarà difficile togliersi l’immagine di quegli esseri inumani dagli occhi. Il mistero di infittisce…

Angie Black

Comments

Cara Angie, non riesco a capire cosa mi sia più molesto, i quattro negroni che hanno tentato di mangiarci o il tuo uso quanto meno iniquo di una forma verbale troppo distante dall’invero recente svolgersi degli accadimenti narrati. Ti aspetto al mio salotto letterario.
:look:

Mel Books

Una notte turbolenta
 

Finalmente abbiamo visto dei “veri” zombi…quello dell’altra volta, in effetti, era chiaramente un “umano plurisecolare e poco loquace, risvegliatosi dal torpore e in grado di padroneggiare la magia e di sollevarci con un braccio solo”…ricordatelo, potrebbero capitarne altri in futuro!

Una notte turbolenta
Emanu

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