Richiamo di Cthulhu

Quando muore un amico
- basta un telegramma -

Sono passati quattro anni dai misteriosi avvenimenti di Boston, quando siamo stati testimoni di accadimenti che avrebbero fatto impazzire la maggior parte delle persone.

In qualche modo siamo andati avanti con le nostre vite, ed io ho approfondito gli studi di questi antichi miti nel salotto letterario “Pot Book”, confrontandomi con alcune delle menti più fervide di New York.

Qualche giorno fa in qualche modo il “ritualismo” si è di nuovo affacciato nelle nostre vite. Un telegramma dal mio amico Elias arriva al mio salotto. Il mio amico mi richiede un team investigativo perche ha importanti novità sulla spedizione Carlyle. Chiamo Angie e raduniamo la vecchia squadra.

Jackson Elias ha molto studiato riti e culti nei posti più pericolosi del mondo, e la spedizione Carlyle è andata scomparsa molto tempo fa. Cosa può aver scoperto di nuovo il mio amico?

Egli non potrà più rivelarmelo perchè appena arrivati all’appuntamento sentiamo un urlo provenire dalla camera del suo hotel. Facciamo irruzione e scopriamo che tre individui lo hanno assassinato!

Cercano di uccidere anche noi ma li eliminiamo a nostra volta, lasciando in fin di vita l’individuo che sembrava guidarli, un bianco. Gli altri assassini erano negri.

Interrogati dalla polizia veniamo rilasciati ma non possiamo lasciare la città. Questo è quando abbiamo scoperto finora cercando di ricostruire gli ultimi attimi della vita di Elias.

  1. la spedizione Carlyle era partita alla volta dell’Egitto guidata dal playboy/imprenditore Carlyle, probabilmente alla ricerca di qualche stranezza
  2. sembra che la spedizione sia stata poi massacrata da alcuni cultisti/indigeni, e i corpi nascosti chissa dove, per chissa quale motivo ( Documenti e articoli di giornale che riguardano la dispersa spedizione Carlyle )
  3. sui corpi dei negri che abbiamo ucciso in hotel abbiamo rinvenuto uno strano simbolo , so che è legato a una certa “lingua scarlatta” anche se non ho idea di cosa possa essere
  4. il leader degli assassini aveva rubato alcune cose dal corpo senza vita di Elias, una fotografia, un biglietto da visita scritto a mano dallo stesso Elias, e una lettera proveniente da Harvard.
  5. Il biglietto delle Emerson Imports ci ha portato a scoprire che Elias stava cercando di rintracciare un tale Silas N’Kwane, che sembra possedere un negozio di chincaglierie provenienti proprio dai luoghi visitati dalla spedizione Carlyle, Ju-Ju House.
  6. Mrs Miriam di Harvard aveva scritto ad Elias che non avevano il libro che stava cercando. Di quale libro si tratterà mai?
    #la fotografia invece è stata scattata a Shangai, come ci hanno rivelato all’Ambasciata francese, ma per ora la nave su di essa ritratta non ha per noi alcun significato.

Dovremmo a questo punto:
1, contattare Mrs Miriam

2, rintracciare il signor N’Kwane

3, capire se l’assassino rimasto in vita è in grado di parlare e se vorrà svelarci qualcosa.

NON è la prima volta che membri appartenenti a questo culto si macchiano di crimini, specialmente nei dintorni di Harlem. Che siano sacrifici? Non oso pensarci. Era comunque la prima volta che si spingevano così in avanti, facendo irruzione in uno stimato hotel di NYC.

Mel Books

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La morte continua a perseguitarci
- un funerale -

Sono passati due giorni dalla morte dell’amico di Mel e la verità sta lentamente venendo a galla.
Grazie alle informazioni ottenute alla Emerson Imports , abbiamo deciso di recarci ad Harlem, a rintracciare il negoziante Silas N’Kwane, un nero sulla settantina. Sembra non sapere nulla riguardo il simbolo della lingua scarlatta. Eppure siamo convinti che ci stia mentendo, ma non abbiamo prove per dimostrarlo.
I miei compagni hanno deciso di pagare un giovane del posto per delle informazioni su Silas, e sembra che più di una volta a notte fonda il suo negozio sia luogo di ritrovo per molte persone, più di quante il negozio ne possa ospitare. Sembra inoltre che si sentano cantilene, come dei “rituali”. Non abbiamo modo di entrare dalla porta frontale, ma il negozio è confinante con un edificio abbandonato. Vale la pena investigare al suo interno.

Da quel momento inoltre abbiamo il presentimento di essere seguiti.. ma forse è solo un’ impressione

Inoltre siamo riusciti a metterci in contatto con la dottoressa Miriam Atwright. Ci ha informati che Elias prima di morire era in cerca di un libro,
Africa’s Dark Secret, Il quale è stato rubato misteriosamente. Abbiamo chiesto se fosse possibile recuperarne un’ altra copia, ma sembra essere estremamente raro.

E poi la morte ha colpito ancora. Jonah Kensington l’editore di Mel si è messo in contatto con noi, e ci ha offerto 1000 dollari per continuare l’investigazione di Elias e completare il suo libro.
CI ha fornito gli ultimi appunti di Jackson Elias :

Sono state le sue ultime parole, poichè il giorno seguente, domenica, al funerale di Jackson Elias, l’editore non si è presentato e lo abbiamo ritrovato nel suo uffico, assassinato con il simbolo della lingua scarlatta inciso sulla fronte. Sul luogo del delitto si è presentato per indagare il detective Martin Poole. Al cimitero siamo stati anche osservati da due negri. Abbiamo provati a seguirli e sono finiti nel palazzo con il negozio di Silas.. non può essere una coincidenza.

Il prossimo passo deve essere quello di entrare nel negozio di Silas poichè sta nascondendo qualcosa!!

Frank Miller

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Una notte turbolenta
- incubi -

Martedì 20/01/1925

Notte tra lunedì 19 e martedì 20
È stata a dir poco una notte turbolenta! Siamo tornati ora a casa di Mel, dopo aver esserci intrufolati furtivamente nel negozio abbandonato, adiacente al locale di Silas. Non andiamo fieri per ciò che abbiamo fatto, ma era necessario per dare una svolta alle nostre indagini. Certo, Armand è rimasto abbastanza provato dall’esperienza e Frank, oltre al grande spavento di essere stato acciuffato da una sorta di creatura zombi, ha riportato numerose ferite, causate dal morso di quei mostri. Sono ancora abbastanza confusa, ma cercherò di dare un senso al mix di emozioni che sto provando in questo momento e ricapitolare ciò che ci è accaduto stanotte.

Per entrare in quel maledetto negozio abbiamo acquistato da un ferramenta tronchesi, piede di porco e attrezzi da scasso. Di notte, alle 01:15 circa io e Amand ci saremmo recati con un taxi nelle vicinanze del quartiere dei negri, mentre Frank e Mel ci avrebbero raggiunto poco dopo con la macchina per un’eventuale fuga, nel caso le cose si fossero messe male. L’oscurità ci permise di avvicinarci al locale senza particolari problemi e dopo svariati tentativi andati a vuoto di scassinare il lucchetto della catena che chiudeva la porta, Armand è riuscito a spezzarla e a farci entrare. Con l’aiuto della mia torcia abbiamo controllato ovunque, ma niente, nessun passaggio, il nulla più assoluto.

Ci stavamo per scoraggiare, ma poi abbiamo deciso di dare una controllata al negozio di Silas. Riuscii subito ad aprire la porta chiusa a chiave, ma appena entrati percepimmo tutti qualcosa di sinistro, una sensazione che fino a quando non fummo fuori non ci abbandonò mai. Forse eravamo solo suggestionati da tutte quelle maschere africane…sembravano guardarci e seguire ogni nostro movimento! Mel, smuovendo il tappeto vicino alla cassa, riuscì a scoprire una botola. Scendemmo lungo le scale. Le pareti e il soffitto erano decorati con strani pittogrammi di cui non siamo riusciti a capirne il significato. In fondo a destra trovammo una grande porta di legno, rinforzata con delle travi di ferro. Armand riusì ad aprirla con il piede di porco ed entrammo. La stanza era grande. Al centro, una grande pietra circolare legata ad un argano per sollevarla. Tanti tamburi africani e alle pareti lacci di varie dimensioni, forse usati per legare persone. In fondo una tendina. Armand l’aprì ed ebbe uno shock nel vedere quattro negroni, con le budella di fuori, venire verso la nostra direzione. Terrorizzati da quella visione scappammo verso le scale, il tempo necessario per capire che le creature non ci stavano seguendo. Tornammo giù e trovammo tutto come prima, come se non fosse accaduto nulla. Pensammo ad un’allucinazione e riprovammo nuovamente a tirare la tenda. Gli zombi erano ancora lì e si mossero immediatamente verso la nostra direzione. Pensammo che probabilmente non potevano uscire da questa stanza per via di qualche stregoneria. Armand e Frank provarono con la forza ad afferrarne uno, ma Frank mancò la presa e venne acciuffato e morso da uno degli energumeni. Iniziò una colluttazione, ma scoprimmo presto che le pallottole non sembravano causargli alcun danno. Dopo vari tentativi di liberare il nostro amico, Frank risucì a divincolarsi dalla presa e fuggimmo lungo le scale.

Armand ebbe l’idea di rubare l’incasso della giornata per simulare un furto e, grazie alle sue abilità da ebanista, intagliò il simbolo della lingua scarlatta sul bancone di legno. Mel rubò qualche cianfrusaglia e mise sottosopra parte del negozio per camuffare le acque. Ci allontanammo con tranquillità per dare meno nell’occhio e non appena fummo al sicuro in macchina, soccorsi alla meglio Frank che sanguinava e ci recammo a casa di Mel.

Ora sono quasi le 05:00 del mattino. Siamo provati e shoccati da ciò che abbiamo visto. Probabilmente dovremmo cercare di riposare, ma sarà difficile togliersi l’immagine di quegli esseri inumani dagli occhi. Il mistero di infittisce…

Angie Black

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Fuori dal tunnel ci sono le tenebre
- cautela -

Dopo aver lasciato il maledetto sotterraneo del negozio di Silas N’Kwane, pregno di stregoneria tribale e maligna, abbiamo deciso di fare ritorno a casa di Mel, per schiarirci le idee, rilassarci un po’ e prestare le prime cure mediche a Frank, gravemente ferito dagli zombi. L’indomani, intorno alle 10:00-10:30, ci siamo recati all’ospedale per permettere al prete di essere curato da professionisti… e alla fine ne abbiamo approfittato anche per chiedere informazioni sull’uomo in fin di vita che avevamo steso nella stanza d’albergo in cui Elias perse la vita. Purtroppo ogni guardia sembra recalcitrante all’idea di aiutarci… non posso biasimarli, siamo solo dei dilettanti in cerca di guai e nessun agente rischierebbe una sanzione disciplinare per favorire le nostre indagini. Tornati a casa di Mel, abbiamo deciso che era giunto il momento di riposare sul serio… dannazione, stavolta potevamo davvero non aprire mai più occhi! Un figlio di puttana, probabilmente un negro del cazzo, ha lanciato una Molotov nella stanza dove io e Mel stavamo dormendo. Per fortuna abbiamo spento le fiamme in tempo, ma il bastardo se l’è data a gambe e nessuno di noi è riuscito a vedere la macchina dalla finestra. Una vendetta prevedibile, ma dalle tempistiche e modalità francamente inattese. In che razza di letamaio ci stiamo infilando? Elias è morto per la sua voglia di ficcare il naso… noi siamo sulla stessa strada, temo.
Spinti dalla frustrazione per non aver compiuto alcun progresso, abbiamo deciso di chiedere aiuto. Dapprima ci siamo rivolti al tenente Martin Poole, rivelandogli l’occultamento di una prova, le seguenti indagini presso la Emerson & Co. e l’attentato alla nostra vita operato dal Silas N’Kwame… quel poliziotto, prima o poi, ci farà sbattere dentro! Rifiutata l’invadente tutela della polizia, ci siamo cercati una sistemazione provvisoria nel Majestic hotel nei pressi della centrale, nel west side. La prudenza, stavolta, è parsa a tutti imprescindibile…chissà perché…
Il giorno seguente, dopo aver fatto una capatina all’ambasciata italiana per chiedere notizie su Nails Nelson, ci siamo diretti alla Carlyle House, speranzosi di poter raccontare a Erica dei nostri sospetti circa gli eventi correlati alla figura del fratello. Purtroppo non abbiamo trovato altri che la governante, impaziente di tornare alle sue faccende domestiche…prima di lucidare per la trentesima volta lo stesso vetro, però, la donna ha per lo meno indicato nell’avvocato Bradley Grey la figura chiave negli interessi della famiglia Carlyle, di Erica in particolare. La nostra tappa seguente, ovviamente, ci ha portati alla Dunstan, Whittleby & Grey, dove una segretaria ci ha fissato un appuntamento con l’avvocato per l’indomani, alle 12:00. Al nostro incontro, il signor Grey si è mostrato una persona cordiale e disponibile a dar credito alle nostre assurde teorie…tanto da organizzare un incontro con Erica Carlyle nella residenza della donna, a nord di New York.
Dopo una mezz’ora di viaggio in macchina, finalmente ci siamo imbattuti nella villa… o meglio, nella reggia! Un cortile enorme, un viale alberato lunghissimo e decine di guardie armate in giro, oltre a cani addestrati e pronti a scattare. Non esattamente un posto rilassante, credo… ma parliamo pur sempre di una donna in grado di ricostruire senza cruccio la Torre di Pisa in banconote da 1 dollaro, quindi immagino sia normale. Superati i controlli, comunque, abbiamo finalmente potuto fare la conoscenza di Erica. Il fratello fu spesso descritto come un Casanova… beh, osservando la sorella credo di intuirne i motivi. Purtroppo non si è trattato di una visita di cortesia… la conversazione si è sin da subito messa sui binari previsti ed è stato sin troppo facile mettere da parte le beltà della signorina Carlyle. Quest’ultima sembra aperta all’ipotesi che il fratello possa essere morto in circostanze diverse da quelle sentenziate dalla giustizia…addirittura, dopo che Mel le ha mostrato la lettera sgrammaticata di Elias, mi è parso quasi voglia riconsiderare il fatto stesso che sia morto! Ci ha rivelato che Jack Brady non avrebbe mai lasciato solo Roger, per nessun motivo, particolare che rende indispensabile capire cos’abbia davvero visto Nelson ad Hong Kong. Erica ha confermato, inoltre, di possedere i libri precedentemente chiusi nella cassaforte di Roger e quanto il fratello, prima di partire, ne fosse assolutamente ossessionato, tanto da indurre la stessa Erica a suggerirgli di rivolgersi al rinomato analista Robert Huston. Elias, nel testo, fa riferimento a questo specialista… e a dei particolari documenti in suo possesso. Una pista molto calda da seguire… così come quella apertaci di Erica, riguardante una ragazza negra in grado di far perdere la testa al fratello Roger. Che si tratti della sacerdotessa, leader della tribù Lingua Scarlatta? Sembra un’assurdità anche solo pensare che una selvaggia proveniente dalla giungla possa attrarre un personaggio di spicco come Roger Carlyle… il che rende il tutto piuttosto plausibile, per paradosso. Dovremmo cercare di scoprirlo quanto prima, possibilmente senza esplodere nel frattempo…
Ho un pessimo presentimento. I miei compagni sembrano prendere gli accadimenti degli ultimi giorni un po’ troppo sottogamba… stiamo rischiando di finire come Elias! Non intendo abbandonare degli amici, soprattutto nel momento del bisogno… ma non posso non interrogarmi sulle nostre possibilità di sopravvivenza… abbiamo avuto un assaggio di quali orrori si celino oltre il sottile velo dell’ingenua quotidianità e trovo suicida imboccare un tunnel oltre il quale ci attendono solo tenebre e morte. In momenti come questi mi rendo conto di quanto sarebbe di conforto la futile protezione fornita dalla fede e mi pento di aver abbandonato Dio tanto in fretta…

Armand O. LaRoche

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Il terrore corre sul filo
Chi verrà più in nostro aiuto?

Continuo a chiedermi se ne vale la pena continuare questa indagine.. Mel è un amico e vorrei aiutarlo a scoprire cosa sia successo ad Elias, ma indubbiamente non nego che ora come ora vorrei solo scappare e avere salva la vita.
Inizio a non condividere le scelte scellerate dei miei compagni: come può venire in mente di assoldare dei mafiosi per rapire Silas N’Kwane ?

Quel tizio ha sicuramente dei segreti e Dio solo sa cosa ci sia in quel suo sotterraneo maledetto.. ma ora abbiamo due vite sulla coscienza. Certo erano due criminali , ma probabilmente non meritavano quella fine.. lasciate che vi spieghi cosa è successo!!

Venerdi pomeriggio, rimasti d’accordo con Erica Carlyle e il suo avvocato di aggiornarci, e in attesa di notizie siamo tornati nel nostro hotel. Qui ai miei compagni viene in mente di contattare un tizio poco di buono, conosciuto anni addietro, il quale ci avrebbe mandato due dei suoi scagnozzi il lunedi successivo.
Erica ci ha contattati domenica e ci siamo diretti nuovamente nella sua tenuta.
Bradley Gray, il suo avvocato, ci ha fornito le informazioni di cui avevamo bisogno: ovvero dove trovare le note mediche dello psicologo di Carlyle, Dr. Robert Ellington Huston. C’è solo un problema.. nessuno che non sia un medico può accederci!! Non ho idea di come potremmo ottenerle e spero che per una volta non si ricorra a violenza o furti.
Erica invece ci ha fornito i 4 libri di cui suo fratello era ossessionato. Cosa mai potremmo trovare li sopra? Cosa può averlo fatto impazzire

Tornando a lunedi.. abbiamo fornito ai 2 scagnozzi le informazioni su Silas, ma li abbiamo condannati a morte visto che poche ore dopo ci hanno consegnato i loro cadaveri marchiati con la lingua scarlatta.

E noi intanto continuiamo ad essere seguiti da quei neri…

Le mie ferite stanno guarendo ma temo seriamente per la mia vita.
La fede mi protegga!!

Frank Miller

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